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Ne hanno parlato tv e giornali. Sui social network c’è stato un giro di hashtag impressionante. Uno straordinario cielo azzurro sopra Milano ha incorniciato l’evento di design più gettonato al mondo.

Il Fuori Salone è una manifestazione complementare del Salone del Mobile che si tiene a Milano ogni anno ad aprile. In questi giorni la città si veste di design. Pullula di idee creative e di colori e fa muovere centinaia di migliaia di persone. Andare al Fuori Salone, per me, è come andare a Disneyland per un bambino.

Quest’anno ci sono tornata dopo due anni con un obiettivo chiaro in mente: divertirmi e portare indietro qualcosa da condividere con chi sta ristrutturando casa o la sta arredando, in modo che possa prendere spunto per creare ambienti personalizzati, a propria immagine e somiglianza, con un pizzico di originalità e buon gusto.

Per chi non è del settore, il rischio di partecipare ad un evento di questa portata è di tornare a casa con gli occhi pieni di bellezza, ma una tale confusione dentro, da non riuscire a utilizzare nessuna delle favolose idee proposte dai creativi del mondo.

Dopo avere effettuato un’accurata selezione delle foto scattate in due giorni di visita a negozi, atelier, installazioni, allestimenti e showroom, eccomi a presentarti quelle che ritengo siano le idee più belle e facilmente realizzabili, per te che vuoi abitare in una casa che ti somigli e che, come te, sia unica e inimitabile.

Una breve premessa. In questa Milano Design Week ho osservato due tendenze dominanti e due influssi principali: uno di provenienza nordica per l’uso dei colori che tornano, finalmente, e imperano, nonostante la gran parte dei grandi brand prediligano toni spenti e scuri, posti in contrasto con il bianco, come nel caso di Agape, Wall&Deco, Elitis.

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20180421_111837-copia.pngL’altra corrente creativa invece, pianta le radici nella cultura mediterranea: qui, vige un evidente richiamo agli stucchi classici in gesso, agli affreschi degli antichi palazzi minoici e alle calci colorate con pigmenti naturali originarie di Pompei, come per Cedit e Carl Hansen. La prima, azienda leader nei rivestimenti ceramici, propone le grandi lastre, 100×300 cm, in finiture “effetto cemento”. La show room del Brera Design District, invece, inserisce i mobili di Hansen in una scenografia d ‘spirazione pompeiana.

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Io ho confermato la mia attrazione per i tessuti, l’illuminazione, l’arredobagno e le texture materiche.

Ho visto parecchie cucine al Fuori Salone. Una tendenza diventata ormai consuetudine è la disposizione con isola centrale dove trovano sede il lavello e il piano di cottura. Finalmente sono riusciti a dare il giusto valore – e la giusta posizione – a chi lavora in cucina, il cuore pulsante della casa. Ciò che non condivido è la mancanza di fantasia nelle proposte dei materiali per la realizzazione dei mobili da cucina. Oltre al fatto che nulla mia ha ispirato, sono rimasta allibita di fronte a quello che reputo un capriccio progettuale. Boffi ha presentato due cucine nella show room di Via Solferino, entrambe sbagliate. Non le ho fotografate, tanto ero arrabbiata! Le puoi trovare facilmente con Google: sono le cucine dove si sono inventati di complicare la vita di chi cucina davvero: non puoi ripulire il piano di lavoro da briciole e residui di lavorazione del cibo con una spugnetta, come farebbe chiunque. Perciò ho deciso di mostrarti una cucina che, senza nulla togliere alla funzionalità, ha un design simpatico assai.

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La carta da parati continua a mostrare la molteplice versatilità d’impiego, grazie alla ricerca di texture, colorazioni, grafiche, sistemi di posa che la rendono uno dei materiali più facilmente utilizzabili nei vari contesti. Grazie alla carta da parati, anche una cabina armadio acquisisce una sua identità e riflette i gusti di chi la abita. In bagno sostituisce le piastrelle e, la carta da parati, sta tornando in auge come rivestimento delle ante degli armadi.

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Il mondo dei pavimenti e rivestimenti offre tantissime soluzioni.

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Dalla ceramica alla resina, dagli effetti cemento alle texture tipo stucco, pizzo, dalle macchie di colore, ai formati che variano dalle lastre da 150×300 all’esagono da 15×15 cm, come nella collezione Shades di Ceramiche Piemme, che ti permetti di scegliere una o più grafiche da combinare all’interno di una gamma di sfumature che vanno dal quasi nero al quasi bianco.

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Infine le lampade, altro amore mio. Ho visto oggetti davvero belli. La luce è un elemento che può rendere una casa bella o brutta, con la stessa facilità. Il ruolo dell’illuminazione in un ambiente è di valore primario. La luce può diventare decorazione, scenario, oppure essere elemento strutturale di un progettto d’interni. Il risultato cambia in funzione dell’abilità del progettista. Purtroppo non ho preso nota del brand firmatario di questa lampada da tavolo minimale e poetica, della quale esiste anche la versione sospesa.

Queste lampade inglesi, di Leebroom, mi hanno ipnotizzata. Rientrano nella categoria “luce scenografica”. Questi lampadari sono adatti sia a case di gusto classico, sia ad ambienti moderni e minimali.

Ancora, a proposito di luce, trovo interessante è bella questa lampada che favorisce la fotosintesi. Sono molti i clienti che, quando propongo l’inserimento delle piante d’arredamento nelle mie consulenze feng shui, lamentano una scarsità di luce naturale nelle proprie case. Ora? problema risolto!

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Ho ancora molto da farti vedere, perciò ho creato una galleria fotogragica dove trovi alcune idee per allestire terrazze e giardini con il riciclo di alcuni oggetti, oltre ad altre proposte d’illuminazione, pavimenti e rivestimenti, tendaggi e altro ancora.

Ciò che hai visto è solo un piccolo assaggio della Milano Design Week. Ho cercato di darti qualche idea in anteprima per aiutarti a fare della tua casa, la tua casa dei sogni.

Spero di esserti stata d’aiuto e di non averti fatto confondere. Se invece non hai ancora le idee chiare su come vorresti che fosse la tua casa, contattami. Troveremo insieme la soluzione migliore per te.

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Michela Martini

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