Svegliarsi alla mattina in una stanza brutta, incasinata, priva di vita. Accendere la radio e sentire il solito tran tran di cattive notizie al quale ti hanno abituato.

Ti prende l’ansia.

Ti sistemi alla meglio, anche se non ne hai voglia. Un’altra giornata da far passare tra pensieri negativi e l’indifferenza della gente.

Ti hanno detto “pensa positivo!”. Ti guardi intorno e non capisci.

Come faccio a pensare positivo se sono solo come un cane. Non ho un amore. Il lavoro non mi piace e gli amici…quali amici?

Come faccio a stimolare pensieri positivi?

 

  Ieri ho ricevuto questa richiesta di consiglio nella mia pagina Facebook.

Talvolta è talmente difficile mettere una parola dopo l’altra a formare un pensiero positivo, che un aiuto esterno può fare davvero la differenza.

  Che ti trovi a casa o nel tuo luogo di lavoro: prova a guardarti attorno.

Che cosa vedi?

Oggetti, mobili, colori, tessuti, forme, materiali…

Non pensi che tutto questo possa provocare qualche pensiero particolare? Bello, brutto, chissà! Non vedo ciò che stai osservando perciò, quello che posso dare in questo momento è solo un consiglio generale e un esercizio da provare a fare.

  Io lo do per scontato, perché ormai le persone che mi conoscono e seguono il mio blog, sanno che parto dal presupposto che tutto è energia.

Partendo da qui, puoi cominciare a vedere le cose da un punto di vista diverso. L’energia scorre, fluisce e si propaga nello spazio abitato, compiendo grossomodo lo stesso percorso di una persona che si sposta da un punto all’altro.

Lei, l’energia, è più agile di un essere umano e si espande anche più in alto, in basso, di lato. Quando può.

Tutto ciò che diventa un ostacolo al fluire del tuo percorso, costituisce un impedimento al propagarsi dell’energia: dentro di te, al di fuori di te, intorno a te. Poiché siamo partiti dal presupposto che tutto è energia, non possiamo adesso escludere i pensieri.

  Ecco! Ora che hai capito che l’energia si muove dove trova lo spazio per poterlo fare, non voglio dire che questi effetti si riflettono nella libertà di flusso dei tuoi pensieri.

Ti è venuto in mente qualcosa?

  Durante i miei corsi di Feng Shui, sento spesso parlare della “stanza degli orrori”. Che cosa pensi quando apri la porta della tua “stanza degli orrori”? Non voglio offenderti, magari sei la persona più ordinata del mondo…

Allora dai, facciamo un esercizio:

  Prendi tre scatoloni e portali nel tuo angolo più disordinato.

  • In uno ci metterai le cose che non usi da più di sei mesi o che non suscitano nessuna emozione positiva. Sono quelle che puoi eliminare. C’è chi dice due mesi ma io sono di manica larga e poi rispetto il ciclo delle stagioni, se non altro per quello che riguarda i vestiti.
  • In un altro riponi le cose che usi, ti servono o hanno un valore affettivo positivo, cioè ti fanno sorridere quando le vedi.
  • Nell’ultimo ci metti quello che può essere riciclato, da te o da altri: cose che puoi regalare, vendere, barattare, trasformare in qualcos’altro.

Chiaro che in un blog non riesco a trasmettere tutto, proprio tutto. E che vedere il tuo ambiente in foto o dal vero aumenterebbe l’efficacia dei miei consigli, perché potrei dirti come aumentare l’energia nei tuoi ambienti per stimolare pensieri positivi.

Ah! Non serve che ti dica che ogni azione si fonda su un pensiero che la genera, no?

   La prossima volta ti spiego come puoi stimolare pensieri specifici tramite l’uso di colori, forme e materiali utilizzando il ciclo di trasformazione dei cinque elementi.

  In questo fine settimana intanto, puoi provare a giocare con i tre scatoloni. In questo periodo di cambio stagione, ricordati di prenderli grandi!

Se invece vuoi chiedermi come posso aiutarti a ritrovare energia, vitalità e a pensare positivo. Contattami. Troveremo insieme la soluzione giusta per te.