Roberto Marrocchesi tiene fra le mani una bussola LOPAN cinese, uno degli strumenti utilizzati nelle analisi Feng Shui

La settimana scorsa sono entrata in una delle librerie principali della mia città, Vicenza e siccome non lo facevo da tempo, sono andata a curiosare fra i testi di Feng Shui.  Mi è bastato per capire quanto sconosciuta e misconosciuta sia in Italia, quest’arte orientale.

Mi chiedo allora se sia il caso di continuare a condividere attraverso il mio blog strumenti di uso pratico, come ho fatto finora o se sia più utile aprire qualche spazio alla storia e alla filosofia del Feng Shui.

Probabilmente la risposta sta nella via di mezzo. Così, intanto per cominciare, dedico questo post a una persona che mi piace chiamare Maestro.

Con lui ho frequentato uno dei corsi feng shui più completi ed esaustivi. Per due anni, fra il 2001 e il 2003 ho viaggiato a weekend alterni fra Vicenza e Udine per frequentare il corso di Feng Shui classico e tradizionale cinese condotto da lui.

Ti presento Roberto Marrocchesi. Lo puoi seguire su Facebook Lascio che sia lui a parlare di sé e di quest’arte misteriosa.

 

Ciao! Iniziamo dalle presentazioni. Chi sei e cosa fai nella vita?

Ciao, sono Roberto Marrocchesi. Ho molti interessi, ma qui parlo del mio grande rapporto con la cultura estremo-orientale, in specie la Medicina Tradizionale Cinese, la Macrobiotica e il Feng Shui. Per questo ho studiato, tra i primissimi in Italia, la Macrobiotica con Michio Kushi a Boston, nel 1978, MTC (Medicina Tradizionale Cinese) e poi Feng Shui Classico ed Yi Jing con Joseph Yu ed altri. Insegno naturopatia, sono libero professionista e insegno Feng Shui classico.

 

Una domanda che spesso rivolgono a me: Cosa ti ha portato al feng shui?

La consapevolezza che la salute olistica comporta un approccio completo, dalla dieta all’ambiente di vita ecc.. cose per cui ho creato il mio marchio fengshuitherapy.

 

Come inizia la tua giornata e come continua?

Inizia bene, finisce meglio. Oggi per esempio, ripianto le zucche nel mio orto sinergico.

 

Che cos’è il feng shui?

Saper stare al posto giusto, al momento giusto, nell’orientamento giusto. Anche, un’arte che ha valore come una scienza, anche esatta, direi. E al diavolo quelli che non ci credono, la loro ignoranza e superstizione non sono affar mio.

 

Mi ricordo che quando mi avvicinai al feng shui nel 1999, mi davano o della pazza o della pioniera. Come, secondo te, è cambiato l’approccio delle persone al feng shui rispetto a quando hai iniziato tu nel…?

1989. L’ignoranza la fa spesso da padrona, si sa…..ma polemiche a parte, c’è stata la moda New Age, per fortuna estinta. Ora se ne parla meno, ma a ragion veduta.

Nel frattempo qualcosa di buono è stato fatto da chi il feng shui lo tratta seriamente ma c’è ancora molto da fare prima di superare il limiti della superstizione e accorgersi del valore reale di quest’arte.

 

Per quale motivo le persone si rivolgono a te?

Di solito motivi di sfortuna persistente che legano al loro sito abitativo o ambiente di lavoro, a volte patologie imputabili al sick building syndrome  (che non è necessariamente Feng Shui bensì geobiologia ma la gente li accomuna), a volte semplicemente curiosità e volontà di farsi la casa nuova “perfetta” col Feng Shui.

 

Sembra che poco alla volta l’uomo stia diventando consapevole della sua responsabilità sulla qualità degli ambienti costruiti e che a piccoli passi si stia muovendo nella direzione della sostenibilità ambientale, personale, sociale e riavvicinandosi in modo più amichevole alla Natura. Secondo te, quale può essere il contributo del feng shui in quest’ottica di sostenibilità globale?

Il Feng Shui è la quintessenza della filosofia Orientale per cui tutto ha un ordine, se posso definirmi taoista lo chiamo Ordine dell’Universo, per cui ogni tempo, cosa, funzione o fenomeno al mondo ha un senso, una ragion d’essere e uno scopo. L’Ordine naturale è perfetto in ogni istante, e gli antichi Maestri lo avevano catalogato e compreso alla luce sia dell’intuizione che della comprensione della Legge dei Numeri (Vedi il Nei Jing Suwen, prime Domande Semplici all’Imperatore Giallo) per cui il caso non esiste, esiste una Regola che noi possiamo comprendere grazie al Feng Shui.

 

Hai vissuto e viaggiato molto all’estero. Quale luogo, ambiente, edificio, stanza, ricordi come il “più feng shui?” 

Feng Shui significa NON il sito perfetto, ma Armonia! Basta osservare alcuni paesaggi naturali, anche antropizzati come certi scorci di campagna Toscana o Mantovana o sui colli Berici, alcuni noti monumenti, gli ordinamenti di città antiche e (a volte) anche moderne, edifici come certe famose cattedrali, il Tempio del Cielo e la Città Proibita a Beijing, le Piramidi sparse nel mondo, ma a volte anche certe semplici casette e capanne. Poi le tombe antiche, quasi tutte, costruite allo scopo di dare più importanza all’al di là che alla vita terrena. Insomma, sono tutti strepitosi esempi, e sovente, casi moderni di costruzioni anche spettacolari e costose son esempi di come NON fare Feng Shui.

 

Pensi che l’accessibilità al mondo dataci da internet possa contribuire in modo determinante a diffondere i principi del feng shui e, quindi, a contribuire al miglioramento del benessere delle persone?

E’ evidente la facilità di comunicazione come contribuente alla diffusione, ma da taoista mi chiedo quale sia il rovescio della medaglia, io ne ho individuata buona parte ma non ti dico di più.

 

Sono curiosa di conoscere anche il tuo parere. In che modo internet può contribuire a migliorare il nostro benessere? O non può proprio?

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