Feng e Shui sono parole che rievocano qualcosa di esotico, orientaleggiante. Due termini, che per pronunciarli (feng sciuei) si passa da un suono duro ad uno più morbido, fluido.

Ti è mai capitato di entrare in un posto e di starci così bene, da non volertene più andare?
Sei mai entrato in una casa e anche se tutto sembrava a posto, qualcosa non quadrava?

Spesso non si riesce a dare una spiegazione a certe sensazioni.

In Cina si parla di “buon feng shui” o “cattivo feng shui” ormai da 4000 anni.

Feng significa “vento” e Shui,acqua”.

Nella tradizione cinese, un vento che soffia leggero e l’acqua che scorre calma, sono sinonimo di salute e buon raccolto, perciò un buon Feng Shui è sinonimo di fortuna e benessere. Non è superstizione, bensì l’arte e la scienza di comprendere le forze della natura per progettare case e luoghi di lavoro che sono in armonia con l’ambiente circostante.” Busato V., Conoscere i cinesi

Progettare o ristrutturare uno spazio, in Cina, significa prima di tutto interpellare un consulente feng shui, maestro nell’antichità. Il suo principale e unico criterio di riferimento è l’energia vitale, il Qi, quel “respiro cosmico” che pervade tutte le cose e ne plasma le forme.

Questa pratica si è ampiamente diffusa in occidente negli ultimi decenni.

L’obiettivo principale del Feng Shui è creare ambienti favorevoli al benessere delle persone che vi abitano, nel rispetto dell’ambiente naturale.