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Articolo scritto dall’architetto August Bagnulo, professionista dalla lunga esperienza poliedrica, spinto da curiosità fervida e vitale verso un costante aggiornamento.

 

Geobiologia e geopatie sono termini usati raramente, codificati in un passato molto recente, conosciuti da pochi addetti e appassionati, poco sia dai tecnici che dai semplici utenti degli edifici in generale.

Eppure tutti noi usufruiamo costantemente delle nostre case, degli uffici, dei luoghi di lavoro in generale, degli edifici pubblici e di socializzazione, ma non ne conosciamo alcuni limiti e alcune problematiche che in essi ci possono colpire.

E quindi può stupire il comprendere che tutto questo era già noto fin dall’antichità.

Gli esseri viventi tutti ne conoscevano e ne conoscono perfettamente il significato; quasi sempre inconsapevolmente ne hanno fatto esperienza.

Tutti i generi viventi, ad esclusione dell’essere umano, hanno conservato questo antico sapere. L’uomo al contrario lo ha progressivamente perso, particolarmente negli ultimi cento anni e in modo esponenziale avvicinandosi ai giorni nostri.

Di cosa sto parlando ?

Della capacità di percepire le zone e i punti particolari di un territorio e di un edificio che a causa delle perturbazioni della crosta terrestre, sono nocivi all’uomo, quindi, preferibilmente da evitare.

Mi riferisco in particolare alle griglie di Hartmann e di Curry, ai corsi o vene d’acqua sotterranee, alle faglie e spaccature nella crosta e ad altri siti variamente origine di perturbazioni energetiche e di campi elettromagnetici.

E’ ampiamente verificato che il soggiornare più o meno a lungo su queste zone o  questi punti può provocare problemi di salute agli esseri viventi, soprattutto all’uomo. Le problematiche si diversificano sia per tipologia che per intensità, da semplici malesseri a patologie serie e invalidanti.

Animali e Piante hanno conservato la percezione di queste nocività e quindi evitano accuratamente di posizionarvisi sopra, salvo rare eccezioni. Non fanno altro che spostarsi alla minima percezione delle vibrazioni negative, ed è normale che sia così.

Tutto questo era normale anche per l’uomo, fino a quando ha vissuto in rapporto simbiotico con la natura, un rapporto molto simile a quello di animali e piante, dove la percezione dell’energia del luogo e delle sue caratteristiche era fondamentale per la sopravvivenza.

La scienza del Feng-Shui, antichissima, ce lo insegna e deriva da tutto questo pur se codificata in Oriente dove da sempre il rapporto uomo-natura ha valenze, anche religiose, molto superiori alle nostre.

Abbiamo perso la percezione “animalesca” delle aree cosiddette evolute, dei siti e delle loro energie, positive e negative, e di questo subiamo inconsapevolmente il danno.

I fattori sociali, oltre agli usi e consuetudini moderne, dall’era industriale in poi, hanno fatto il resto dando privilegio a tutto fuorché alla conservazione del rapporto atavico e semplice con la natura .

La geobiologia è la scienza che studia queste perturbazioni della crosta terrestre, appunto le geopatie  (patie=malattie geologiche in chiave biologica).

Una delle modalità di studio più allineata con lo spirito e la filosofia del tema è la radiestesia, che consente ad alcune persone di esperire indagini approfondite e puntuali sulle varie geopatie, per posizione e tipologia.

Non potendo esaurire l’argomento in un solo post, vi diamo appuntamento al prossimo articolo per un approfondimento sulla radiestesia applicata alla geobiologia. Tutto questo in preparazione al corso intensivo teorico e pratico di geobiologia che condurrò il 14 maggio 2016 a Trissino (VI), in collaborazione con l’architetto Michela Martini che mi ha invitato nella casa di Spazi Fluidi.

FA’ IL PRIMO PASSO. COMINCIA AD ABITARE SANO